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I CASTORINI
Una proposta Scout per bambini e bambine dai 5 ai 7 anni Innanzitutto un benvenuto.......nel magico mondo dei castorini. Ma forse è necessario, per coloro che sentono per la prima volta questo nome, spiegare un po' di che cosa si tratta. Le esperienze di "castorismo" iniziarono nel 1963 quasi contemporaneamente in Nord Irlanda e in Canada. Ora questa quarta branca è presente in buona parte delle associazioni scout di tutto il mondo (dalla Nuova Zelanda agli USA all'Australia...), sia pure con nomi e strutture diversificate, ma sostanzialmente uguali nelle linee fondamentali. In Europa è attuata ormai in quasi tutti i paesi, con formule che variano dalla sperimentazione ancora non riconosciuta alla branca ormai pienamente ufficiale, con campi scuola e Wood Badges appositi. La conferenza mondiale dello scoutismo non si è ancora pronunciata ufficialmente al riguardo, perché ha atteso finora la conferma, da coloro che facevano castorismo, che era possibile pensare ad una forma di Legge e Promessa valida anche per questa età, condizione questa ritenuta essenziale dallo scoutismo mondiale per riconoscere i suoi membri. Dopo la Conferenza Internazionale sul Castorismo tenuta a Belfast nel 1985, si può ritenere la questione praticamente risolta, perché questa conferma è stata data all'unanimità e lo stesso Laslo Nagy, segretario del Bureau Mondiale, che era presente, ha affermato che è solo più necessario il tempo per un iter che è sempre un po' lungo. L'Euroconf (Conferenza Europea dello Scoutismo) del giugno 92 ha chiesto da parte sua , alle Associazioni del nostro Continente di seguire attentamente la nascita e lo sviluppo di tale fenomeno. Anche in Italia qualcosa si è mosso.. Canada anno zeroIl Castorismo fu ideato e provato per la prima volta, con il nome "Beavers-Canada", a Winnipeg, per ragazzi di cinque anni, fino al loro ingresso nel Branco ad otto. Nel maggio del 1972, il Consiglio Nazionale, approvò questo programma per una durata di tre anni, a titolo di esperimento. Nel 1974 c' erano 5300 ragazzi iscritti. Uno "scouter" professionale a tempo pieno, a livello nazionale, fu assegnato per studiare lo "Scoutismo-Castoro". Egli disse: "I Castori sono una semplice, positiva, versatile esperienza di gruppo, con l’idea chiave 'Partecipazione' ". Ecco alcune caratteristiche del Castorismo canadese. Obiettivi: Sviluppare il rispetto della Natura. Sviluppare la coscienza della presenza di Dio e del prossimo. Permettere il manifestarsi dell’immaginazione creativa personale. Dare il senso dell’appartenenza. Sviluppare il dinamismo. Imparare attraverso il divertimento. Sviluppare il senso della partecipazione. Essere felici. Mostrare amore. Mostrare gioia. Sperimentare positive attività di gruppo.
Promessa: Prometto di amare Dio e di assumermi le mie responsabilità nel mondo.
Legge: Il Castoro è allegro, lavora con impegno, aiuta la sua famiglia e gli amici.
Motto: Insieme, insieme, insieme.
Base del programma Il racconto "Gli amici della foresta" di Harry McCartney. Spiega lo spirito della branca e fornisce i nominativi dei Capi e gli elementi del programma.
Ambiente fantastico: Il luogo dell’incontro è lo "Stagno". Sei bambini di età differenti formano una "Capanna", dove si svolgono la maggior parte delle attività. Più capanne formano una "Colonia".
La salita ai Lupetti: Prima che raggiunga gli otto anni, il Castoro è presentato al Branco dal "Keeo", un lupetto visitatore di collegamento. Con la "Cerimonia della nuotata verso il monte" il Castoro, "colpito dal fulmine" si trasforma in lupetto. La nascita del castorismo in ItaliaNell'anno scout 1978/79 la Comunità Capi del Gruppo AGESCI Torino 101 si pose seriamente il problema. Da sempre il Branco si trovava davanti alla richiesta di "entrare nel gioco" da parte di bimbi/e più piccoli dei previsti 8 anni. Talvolta, come fanno tutti i branchi in Italia..., aveva accettato nelle sue file qualche 6/7enne, coi risultati più diversi, ma sempre comunque creando del disagio ai capi, alle attività ed agli altri bambini. Quell'anno le richieste erano 4 o 5, tutte molto motivate, di fratellini e sorelline di lupetti già in Branco, alcuni anche inferiori ai 6 anni...Furono ammessi come "ospiti" a qualche attività e portati alle Vacanze di Branco come gruppo "separato", mentre i capi studiavano il problema. Nel 1979/80 il gruppetto raggiunse i 10/12, tutti sempre parenti di famiglie già conosciute. Le attività erano ancora molto informali, in gran parte senza un programma organico, ma era già molto chiara la separazione necessaria dal Branco. Nell'estate si fece un primo campetto sperimentale, con un programma tutto per loro. Intanto era giunta una piccola ma succosa presentazione del Castorismo Canadese. Sulla base di essa si stilò una prima breve bozza di "regolamento metodologico". Così nell’ottobre 1980, si partì con una sperimentazione triennale sistematica. Si aprirono le iscrizioni anche a bambini non già conosciuti, fino ad arrivare ad una ventina, naturalmente ben distribuiti per sesso ed età. Si strutturarono bene le attività, anche se con linee molto generali, definendo una piccola uniforme ed una bozza di "Legge e Promessa" per i bambini e partendo con un coinvolgimento profondo dei genitori. L’esperimento andò avanti per il triennio previsto con ottimi risultati. Con il campetto del giugno 1983 si poteva considerare conclusa la fase di prima sperimentazione. Nell’estate di quell’anno uno dei capi andò al Jamboree in Canada, dove poté prendere contatto diretto coi dirigenti del Castorismo di laggiù, ed in seguito partecipò alla Seconda Conferenza Internazionale sul Castorismo che si tenne in Danimarca. Con nuove conferme e soprattutto con una gran mole di materiale ed esperienze provenienti da questo contatto ormai stabilito con le associazioni degli altri paesi, fu redatto un regolamento organico, chiarificando strutture, metodologia, linee psicopedagogiche e sussidi. Ormai i Castorini erano entrati a fare parte integrante del Progetto Educativo del Gruppo Torino 101. Nell’ottobre 1984 si aprì un secondo gruppo di Castorini presso il Gruppo Carpi 4, che continua tuttora, con risultati altrettanto positivi, sulle stesse linee e con gli stessi presupposti. Nel maggio 1985 si partecipò nuovamente alla Terza Conferenza sul Castorismo, che fu tenuta questa volta a Belfast, dove venne confermata, a livello internazionale, la validità pedagogica e scoutistica di questa quarta branca e dove appunto Laslo Nagy affermò l’attenzione che lo scoutismo mondiale stava dando a questa nuova realtà. Nella primavera del 1986, per diffondere maggiormente la conoscenza del Castorismo, si organizzò a Torino il Primo Convegno Nazionale a carattere informativo; nell’ottobre seguente prese vita presso il Gruppo Pavullo 1 la terza Colonia, a cui seguì, nel gennaio dell' anno successivo quella del Casale 1. Poco per volta si sono delineate meglio le linee comuni e l'organizzazione, tanto che nell’Incontro Nazionale avvenuto a Marola nel maggio 1987 si è deciso di fondare una associazione apposita che, sia pure con caratteristiche non ufficiali, nel rispetto delle regole dello scoutismo, conducesse avanti in modo più organico ed ordinato il discorso e potesse efficacemente operare per la diffusione e la futura approvazione del Castorismo in Italia. Nell’ottobre seguente l’associazione è stata formalmente costituita e si è data uno statuto. Le "date storiche" della nostra associazione
I Castorini nel mondo Esperienze di castorismo sono presenti in Europa in Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Norvegia, Olanda, Svezia, Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia, Galles e Nord Irlanda), Svizzera. In Italia, all’atto del “Protocollo di Collaborazione” con Agesci, sono presenti le Colonie AIC: Torino 101, Torino 23, Carpi 2, Carpi 4 Quartirolo, Carpi 4 S.Croce, Casale 1, Casorzo, Castel S.Pietro, Pradamano, Parma 8, Villanova, Borgolombardo 1, Genova 49, Genova 51, Caltanissetta 5, Busto 3 (2 Colonie), Sassari 7, Oderzo 1, Varazze 1, Calcinatello, Ostia Antica, Grottamare 1, Muggia. Alcune precisazioni Ma che cosa sono dunque questi Castorini? Sono una quarta branca dello scoutismo che si rivolge a bambini e bambine al di sotto dell' età lupetto/coccinella. La proposta parte dai 5/6 anni e giunge fino ai 7/8 anni secondo le varie associazioni e l' età prevista per l' entrata in Branco/Cerchio. Essa ha tutte le caratteristiche per essere una metodologia autenticamente scout, e non solo una attività di tempo libero od una "nursery". Non è semplicemente un pre-lupettismo che "tiene al caldo" i bambini nell' attesa di inserirli completamente in Branco/Cerchio; è una vera e propria metodologia, creata apposta per questa età particolare, completamente distinta dal lupettismo, anche se naturalmente concepita in continuità con questo. E' nata credendo che esista una reale esigenza di partecipare al "gioco scout" per tale fascia d’età; esigenza confermata dalla grande richiesta che viene avanzata non solo dai genitori, ma dagli stessi bimbi, e riconosciuta dal Seminario Europeo del 92 e, successivamente, dalla Conferenza Europea dello Scoutismo di alcune settimane dopo. Il metodo Castorini sembra molte volte (e non sempre a torto) molto vicino al mondo del Branco/Cerchio. Tuttavia la novità, assolutamente sostanziale, è il modo con cui le cose vengono fatte, che è profondamente diverso da quello dei lupetti, nel rispetto della diversità dell’età. Alla domanda, che spesso viene posta, sull'opportunità di cominciare a questa età un'attività tipicamente scout, ci sentiamo di rispondere, insieme a tutti gli altri che nel mondo stanno facendo del Castorismo, che i nostri riscontri sono del tutto positivi. D'altra parte anche sotto questo aspetto è stata definitivamente riconosciuta (dalla già citata Conferenza Europea) l'utilità dell'esperienza Castori per i ragazzi passati nelle branche superiori. Certamente il metodo Castori non deve essere uguale ad altro, come non lo è il Lupettismo nei confronti dello scoutismo del Reparto o del Roverismo... Il metodo scout è una grande intuizione pedagogica che è valida, nelle sue linee fondamentali, per tutto l'arco della vita evolutiva e proprio per questo riesce ad esprimersi in metodologie differenziate a seconda delle età, ma identiche nei principi e negli obiettivi fondamentali. Per questo ci sentiamo di affermare che il Castorismo può riconoscersi come un metodo tipicamente scout. Ma che incidenza può avere, sugli ideali che lo scoutismo vuol portare nella costruzione del "futuro uomo", l'iniziare ad un'età così precoce? A parte che la psico-pedagogia attuale riconosce sempre più il valore dell'intervento educativo nelle primissime età e quindi l'opera di "semina" svolta anche al di là dello scoutismo, ad esempio nelle scuole materne; non solo la nostra, ma, quel che è più significativo, l'intera esperienza mondiale, dimostrano, statistiche alla mano, l'altissima percentuale di "tenuta" dei Castorini passati nelle Branche superiori e giunti ormai ad essere anche Capi... Ad ogni modo possiamo garantire una cosa: il mondo dei bambini dai 5 ai 7 anni non è sicuramente facile, ma è estremamente ricco ed entusiasmante, tanto da rischiare di dare all'adulto più di quanto non possa da lui ricevere... I principali articoli dello Statuto dell'AssociazioneArt. 1 - L’“Associazione Italiana Castorini” [...] è una associazione liberamente promossa da educatori scout che, facendo riferimento ai principi e alle intuizioni educative di Baden Powell adattate alla realtà italiana di oggi e concretizzate in una metodologia sperimentale, si propone di contribuire alla formazione di bambine e bambini dai 5 ai 7 anni, con particolare attenzione alla situazione psicologica ed evolutiva di questa fascia di età (denominata “piccola adolescenza”). L’A.I.C. non ha fini di lucro. La sede è stabilita presso l’indirizzo del Responsabile Nazionale in carica pro tempore. Art. 2 - L’A.I.C. [...] non si pone come alternativa delle Associazioni scout esistenti, ma a loro servizio in vista della sperimentazione e dello sviluppo del Castorismo in Italia auspicando un futuro accoglimento della Branca dei Castorini da parte delle suddette Associazioni. […] non richiede per ora riconoscimento ufficiale allo scautismo [...] si sente parte della fratellanza scout mondiale, poiché i suoi riferimenti sostanziali sono la Legge e la Promessa, lo Stile e la Spiritualità Scout. Nel pieno e formale rispetto della reciproca autonomia, riconosce come suoi gli ideali ed i fini esplicitati nello Statuto e nel Patto Associativo dell’A.G.E.S.C.I., considerandoli riferimento primario sia per [...] la continuazione del cammino scout [...], che per la possibilità di una sua integrazione piena ed ufficiale [...] Art. 3 - Il castorismo deve considerarsi come un tratto del cammino che ogni persona compie verso la maturità [...] deve perciò essere pensato, proposto ed inserito in un Progetto Educativo Scout che accompagni lungo tutto il periodo dell’età evolutiva. Pertanto pur avendo completezza e validità in se stesso [...] è particolarmente studiato in previsione del suo naturale proseguimento nelle Branche successive, [...] Art. 4 - L’A.I.C. promuove la conoscenza e la diffusione del Castorismo ad ogni livello [...] è disponibile alla collaborazione attiva con altre Associazioni Scout riconosciute che intendessero, sotto una qualche forma, iniziare tale cammino, [...] Art. 5 - L’A.I.C., conscia dell’importanza di un efficace intervento educativo nell’arco dell’età considerata e del fatto che tale attenzione sia ancora troppo scarsa nella realtà italiana, si pone al servizio della crescita armonica e globale di tali bambine e bambini anche in una dimensione più ampia [...] è disponibile a collaborare con altre agenzie educative (scuola, associazioni giovanili e/o educative, ecc., non escluse associazioni scout non ufficiali) che intendano, nel rispetto della loro peculiarità, iniziare un cammino educativo specifico per le bambine e i bambini dai 5 ai 7 anni [...] Art. 6 - L’A.I.C. crede nell’importanza della collaborazione fra le diverse agenzie educative nel territorio; ritiene fondamentale il faticoso ma ineludibile “Lavoro di Rete”. Fonda l’evolversi della sua sintesi metodologica sul confronto e dialogo con le Associazioni Scout che negli altri paesi hanno adottato la Branca dei “meno 8 anni” come ufficiale o sperimentale. Ritiene altresì fondamentale il dibattito e l’elaborazione pedagogica che si costruisce durante i seminari e gli incontri inter-associativi, nazionali e/o internazionali, e si fa premura di parteciparvi attivamente e positivamente. Art. 43 - Nel caso in cui l'AGESCI manifesti l'intenzione di adottare il Castorismo come Branca, anche solo in forma di sua sperimentazione ufficiale, l’E.N., su mandato dell'Assemblea Nazionale, curerà i rapporti con la struttura AGESCI corrispondente per definire le modalità ed i contenuti da proporre all'approvazione sia del Consiglio Generale AGESCI che dell’Assemblea Nazionale A.I.C. per l'inserimento definitivo del Castorismo nell'AGESCI stessa: L'Assemblea Nazionale, verificando (a maggioranza dei 4/5 degli aventi diritto) che siano state recepite e valorizzate le scelte essenziali ed irrinunciabili definite dai propri documenti associativi, considererà raggiunto lo scopo dell'Associazione e quindi la dichiarerà sciolta ipso facto. Organismi AssociativiLa struttura fondamentale dell'Associazione è la Colonia, costituita dai bambini e dal relativo staff. Il Capo Colonia ne è il rappresentante in seno all’Associazione e per suo tramite, quest'ultima mantiene i rapporti con la Co.Ca. del gruppo AGESCI interessato. Tutti i Capi Colonia insieme ai membri dell'Esecutivo Nazionale fanno parte dell'Assemblea Nazionale che viene convocata dal Responsabile Nazionale almeno una volta all'anno. Sono compiti dell'Assemblea Nazionale: · eleggere i membri dell'Esecutivo Nazionale; · deliberare sulle modifiche dello Statuto e delle linee metodologiche; · ratificare quanto deciso dal Congresso Nazionale; · approvare il programma dell'Associazione; · deliberare sul bilancio dell'Associazione L'Esecutivo Nazionale è composto da un Coordinatore Metodologico, che cura la corretta applicazione del metodo e coordina i rapporti con le Co.Ca. che intendono iniziare la sperimentazione, un Incaricato per la Formazione Capi, un Incaricato per le Pubbliche Relazioni Internazionali ed uno per quelle Nazionali, un Incaricato Stampa ed un Incaricato per gli affari amministrativi. Tra i suoi membri l'Esecutivo Nazionale designa il Responsabile Nazionale che rappresenta legalmente l'Assemblea, convoca e presiede l'Esecutivo. All'Esecutivo Nazionale spetta il riconoscimento delle Colonie e dei rispettivi Capi Colonia, la promozione del Castorismo, l'esecuzione del programma approvato dall'Assemblea e la convocazione del Congresso Nazionale. Il Congresso Nazionale è composto da tutti i membri adulti dell'Assemblea, viene convocato ogni due anni ed è suo compito stabilire le linee politiche dell'Assemblea, aggiornare i sussidi ed il materiale del Capo, verificare il cammino dell'Assemblea ed elaborare un progetto pluriennale che servirà all'Assemblea per definire i programmi annuali. Fondamenti metodologiciIl Castorismo è una proposta scout e pertanto assume come propri i fini ed i principi metodologici generali dello Scoutismo. In particolare il Castorismo italiano fa riferimento ai principi contenuti nello Statuto e nel Patto Associativo dell’AGESCI. Naturalmente l’intera proposta deve essere fatta in modo adeguato all’età rispettando la maturazione psicologica ed i tempi di crescita dei singoli bambini. La specificità metodologica originale non consiste tanto nel presentare cose diverse dalle altre branche, ma soprattutto nel modo in cui le cose vengono presentate. A questo riguardo ecco alcune esemplificazioni da considerare: · il clima, fatto di gioia, affetto, allegria sempre tangibili, ma anche di tranquillità e di ordine; · la semplicità, la spontaneità, la varietà e la flessibilità nei programmi come nelle attività, con la capacità di "cambiare" al momento giusto, nella continua sensibilità verso le esigenze concrete dei bambini, sia del gruppo che di ogni singolo; · l’atmosfera, creata con l’aiuto di una ambientazione fantastica in ogni attività; · il gioco, che a questa età deve basarsi non tanto sulle regole, ma sul piacere di "fare le cose per gioco"; · l'esperienza di gruppo, intesa come "condivisione", per aiutare il bambino ad uscire dal proprio egocentrismo; · la scoperta del mondo attraverso un contatto attivo ("costruire" e "smontare") con i vari elementi; · il gusto di scoprire il "meraviglioso" e di stupirsi delle piccole cose della natura.
Gli obbiettivi principali che il Castorismo si propone sono: · sviluppare tutte le potenzialità del bambino; · sviluppare la consapevolezza della presenza e dell’amore di Dio; · sviluppare il contatto profondo e vitale con la natura; · attuare una "iniziazione" allo spirito comunitario e stimolare la scoperta delle "regole del gioco"; · porre le basi per avviare il cammino della "auto-educazione"; · sviluppare il gusto della scoperta e della laboriosità. Anche i Castorini, seguendo la tradizione scout, hanno una loro Legge, un loro Motto, ed un loro Patto, che non sono altro che una concretizzazione (sempre con l’ottica dell’età in questione) della "Promessa" che lega tutti gli scout e le guide del mondo.
La LEGGE: "Il Castorino è felice perchè è operoso ed è amico di tutti." Il PATTO: "Prometto di essere amico di Gesù, di amare tutti, e di fare bene ogni cosa." Il MOTTO: "Insieme"
Mondo FantasticoTutta la vita della Colonia è ambientata in un Mondo Fantastico, avente gli scopi di stimolare la fantasia dei bambini, di creare un linguaggio comune, di ambientare le semplici strutture e cerimonie e di dare spunti per alcuni giochi ed attività. Tale mezzo deve però essere molto semplice e flessibile e consentire l’utilizzo in ogni momento di qualsiasi altra ambientazione, questo per adattarsi alla fantasia del bambino che, a quest’età, ama spaziare da un mondo all’altro senza limiti. Tale mezzo non si ritiene che debba avere specifici contenuti morali forniti dalle vicende o dai personaggi. Si è scelto il mondo dei Castori sia per uniformarsi alla scelta di molte altre Associazioni (in particolare di quella canadese), sia per i facili parallelismi tra la vita dei castori e la nostra proposta educativa (socialità, cooperazione, laboriosità, vita nella natura...). Il Mondo Fantastico è naturalmente sostenuto da un racconto, il quale deve però essere utilizzato in modo elastico: è il racconto che si adatta alle attività e non viceversa. Lo stesso racconto ci fornisce ottimi spunti per facilitare il naturale inserimento dei Castorini nel Branco.
Progressione PersonalePer Progressione Personale si intende quello sviluppo graduale delle diverse potenzialità che ogni individuo possiede e che, opportunamente stimolate ed incanalate dal Capo, tendono a formare una personalità completa, tesa ad una costante crescita. Questo percorso di crescita deve essere scandito nei vari livelli da segni distintivi ed evidenti che ricordino a se stessi ed agli altri la tappa raggiunta. Questo aspetto metodologico, così fondamentale per lo Scoutismo, è presente nel Castorismo, anche se, naturalmente, adattato all’età; nel senso che la stimolazione da parte del Capo ha ancora un peso molto grande rispetto all’"auto-educazione", cioè alla gestione cosciente del ragazzo stesso. Dopo un breve periodo di inserimento, per capire le "regole del gioco", il bambino entrerà a far parte ufficialmente della Colonia, attraverso la cerimonia del "Patto", l’impegno comune di vivere insieme. Nei Castorini il segno tangibile della crescita è la "coda del castoro" portata appesa al collo con una cordicella. Colori diversi di coda, associati ad un verbo caratterizzante usato come stimolo, stabiliscono il grado di crescita raggiunto. Poiché i vari passaggi da un livello all’altro non devono assolutamente avere la parvenza di "passaggio al merito" e nemmeno devono essere visti dal bambino come premio o castigo (aspetto che a questa età va curato in modo particolare per evitare i sensi di colpa) i passaggi di coda avvengono in modo naturale per età e tutti insieme. Il cammino del Castorino termina con la "grande nuotata", una cerimonia che simboleggia il passaggio alla Branca Lupetto.
StruttureL’età 5/7 anni non consente ancora l’attuazione di una vera e propria vita di gruppo anche se si deve cercare di portare i bambini ad una progressiva socializzazione. La struttura base, in ogni caso mista, è la Colonia (il nome è lo stesso usato in natura) in quanto è tutti insieme che si gioca, si canta, si prega, si lavora e si cresce. Sono previsti poi gruppetti più ridotti con scopi per lo più funzionali e per consentire rapporti interpersonali più diretti. Tali strutture vanno concepite in modo molto elastico sia nella durata che nella composizione, e possono avere carattere orizzontale (bambini della stessa età) o verticale (età differenti). Aspetti specificiNel metodo del Castorismo sono presenti tutti quegli aspetti specifici ormai caratteristici dello scoutismo italiano, i quali, partendo dai 4 punti di Baden-Powell (carattere, forza fisica e salute, abilità manuale, servizio), si sono sviluppati in diversi filoni che da questi derivano. L’educazione morale a questa età viene fornita soprattutto dall’esempio dei Vecchi Castori (i capi) e dalla approvazione dell’operato positivo del bambino da parte del gruppo e del capo. E' comunque importante far scoprire il rispetto della Legge del Castoro e l’importanza delle regole comuni della Colonia. L’educazione religiosa, per lo più "esperienziale", verrà fornita avvicinando il bambino ai racconti della vita di Gesù e di alcuni personaggi del Vecchio Testamento, stimolando il lui l’esigenza della preghiera ed invitandolo alla vita comunitaria. La curiosità e la fantasia, caratteristiche accentuate a questa età, potranno essere positivamente sfruttate per immergerli nella natura in un sano rapporto con essa, per fare emergere le singole doti espressive (mimo, canto, danza, drammatizzazione, disegno, ecc...), per riproporre l’uso delle mani (manipolare, costruire, smontare), per portarli ad una progressiva conoscenza del proprio e dell’altrui corpo. E' qui essenziale l’uso del "racconto raccontato" come mezzo di stimolazione. E' necessario che la Colonia sia composta da bambini e bambine che vivano insieme senza ruolizzazioni, attuando un sano rapporto di coeducazione. E' importante notare che l’amore per il prossimo, inteso come condivisione delle cose e come gioia che si dà e si riceve nel mettere in comune, aiuta ad uscire dal proprio egocentrismo. Oltremodo sarà utile far capire l’esistenza di regole esterne alla Colonia, proprie della comunità civile. Infine una importanza particolare riveste il gioco, poiché è per mezzo di esso che il bambino scopre il mondo che lo circonda. AttivitàOgni attività va precedentemente preparata prevedendo "ingredienti" vari e ben dosati. Durante il loro svolgimento si dovrà avere un atteggiamento molto elastico per saper adattare il programma alle esigenze del momento ed all'umore dei bambini. Sono previste riunioni settimanali ed uscite periodiche con pernottamento (ovviamente in casa), oltre a visite d'ambiente, piccole festicciole ,ecc. Un breve campo estivo in accantonamento conclude le attività annuali. E' fondamentale in ogni tipo di attività saper rispettare i tempi e le esigenze tipici dei bambini di 5/7 anni. Staff e Formazione CapiOgni Colonia è seguita da uno Staff di Capi, ognuno dei quali dovrà instaurare con tutti i Castorini un rapporto di profondo affetto. La presenza durante le attività non dovrebbe mai essere inferiore ad un Capo per cinque bambini, e bisogna comunque prevedere sempre la disponibilità di un Capo, non direttamente coinvolto, con lo scopo di intervenire in caso di imprevisti, o di Castorini in difficoltà. Compito importante dello Staff sarà anche quello di mantenere continue relazioni con i genitori, che dovranno essere condotti a condividere lo spirito e lo stile del metodo scout. Con lo scopo di qualificare il loro servizio educativo, i Capi sono tenuti ad effettuare uno specifico iter di formazione metodologica comprendente una fase teorica, una fase pratica ed una di verifica. La predisposizione di una tesina e la richiesta del Castorino d’Argento completano il percorso di formazione metodologica di base. |
